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Caro pubblico, cari artisti e tecnici…


7 juillet 2003

Publié, le dimanche 13 juillet 2003 | Imprimer Imprimer |
Dernière modification : lundi 10 novembre 2003

Texte destinés aux compagnies ou artistes français partant en Italie


Noi artisti e tecnici dello spettacolo francesi ci rivolgiamo a voi, perché siamo attualmente in una situazione d’emergenza ;

- Lo scorso 26 giugno , è stato firmato dal sindacato del padronato francese (MEDEF) e da tre sindacati di minoranza rappresentanti il 10% dei professionisti del nostro settore, un accordo relativo al nostro sistema di protezione sociale (un sistema di contributi di disoccupazione specifici per gli « intermittenti dello spettacolo »).
- Questo accordo, qualora approvato dal governo francese, andrà in vigore dal 1 Ottobre prossimo.

Esso modifica in profondità il sistema di protezione sociale di cui godono gli artisti e tecnici dello spettacolo e dell’audiovisivo dal 1969, e avrà come conseguenza diretta la precarizzazione, o addirittura la scomparsa, di una parte importante della nostra creazione artistica.

Noi lottiamo oggi affinché il governo non approvi questo accordo ; numerose compagnie sono in sciopero, e voi sapete forse che molti festival e spettacoli in Francia sono stati annullati.

Ma la logica su cui si basa questo accordo va ben al di là di un problema solo francese.
- E’ una logica mercantile della cultura che considera come unico valore la produzione di ricchezza materiale.
- E’ una logica anti-solidale che esclude i più precari.
- E’ una logica che ignora i valori intellettuali e sociali, che ignora l’immaginario, l’utopia, l’invenzione, l’insurrezione che sono alla base del gesto creativo.

E’ anche il sintomo di una tendenza politica che tocca tutta l’Europa, la quale ha fino ad oggi saputo conservare quella che chiamiamo « l’eccezione culturale europea ». Questa « eccezione culturale » consiste nel proteggere attraverso leggi comunitarie il principio stesso del sovvenzionamento della cultura, e nel rifiutare di considerare la cultura come una semplice merce. L’Europa fino ad oggi ha saputo proteggere la diversità culturale, e difendere la cultura come un bene commune che non è assimilabile ad una semplice prestazione di servizio. Tuttavia, in molti dei paesi membri, la protezione sociale degli artisti resta ancora « leggera », se non inesistente, e noi dobbiamo batterci insieme da oggi per una protezione sociale efficace in tutta Europa.

Le pressioni della logica di mercato vanno nella direzione dell’apertura di mercati senza limiti e dello smantellamento delle barriere protettrici europee e nazionali concernenti la cultura e tutte le conquiste sociali. Questa logica tocca tutti noi.

Noi rivolgiamo a tutti voi, che amate come noi la magia dello spettacolo, a voi che pensate che la produzione di ricchezza umana e intellettuale vada difesa come valore fondamentale, un appello alla solidarietà con la lotta degli artisti, per proteggere e far vivere la creazione artistica e i suoi protagonisti in Francia come in tutti gli altri paesi europei.

Coordination des intermittents et précaires dïle de France - commission lien-Europe





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